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Gennaio 2026 porta una piccola buona notizia per milioni di pensionati italiani: le pensioni aumentano grazie alla rivalutazione dell’1,4%. Un incremento modesto, ma fondamentale per proteggere il potere d’acquisto. Inoltre, ci sono novità anche sulle date di pagamento, condizionate dalle festività di inizio anno. Vediamo di capire tutto in modo semplice e chiaro.
Quando viene pagata la pensione di gennaio 2026?
Il pagamento delle pensioni INPS avviene, come sempre, il primo giorno bancabile del mese. Tuttavia, per gennaio 2026 ci sono delle eccezioni.
Infatti:
- 1° gennaio 2026 è Capodanno (giorno festivo)
- 6 gennaio 2026 è l’Epifania (festivo anch’esso)
Queste due giornate influenzano i tempi di accredito e il ritiro in contanti delle pensioni.
Pagamento su conto bancario o postale
Per chi riceve la pensione tramite accredito diretto su conto corrente bancario o postale, la valuta ufficiale è 1° gennaio 2026. Tuttavia, essendo festivo, le somme saranno probabilmente disponibili il venerdì 2 gennaio, primo giorno lavorativo utile.
Ritiro in contanti presso gli uffici postali
Chi invece preferisce ritirare la pensione in contanti dovrà seguire le date scaglionate in base al cognome, per evitare code e assembramenti:
- Cognomi dalla A alla C: venerdì 2 gennaio 2026
- Cognomi dalla D alla K: lunedì 5 gennaio 2026 (3 e 4 gennaio sono sabato e domenica)
- Cognomi dalla L alla P: mercoledì 7 gennaio 2026 (il 6 gennaio è festivo)
- Cognomi dalla Q alla Z: giovedì 8 gennaio 2026
In questo modo, il pagamento avverrà in modo ordinato e sicuro per tutti.
Cosa significa la rivalutazione dell’1,4%?
Ogni anno l’INPS adegua gli importi delle pensioni in base all’inflazione. Questo processo, chiamato rivalutazione, serve a proteggere i pensionati dalla perdita di potere d’acquisto derivante dall’aumento generale dei prezzi.
Per il 2026, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fissato un aumento dell’1,4%, come stabilito dal decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 novembre 2025. Ma non tutti riceveranno l’incremento completo, perché l’adeguamento è calcolato su fasce.
Quanto aumentano le pensioni?
L’incremento avviene in maniera progressiva, secondo tre livelli principali:
(circa 2.467 euro lordi al mese): rivalutazione piena al 100%, quindi +1,4% - Tra 4 e 5 volte il trattamento minimo: rivalutazione al 90%, quindi +1,26%
- Oltre 5 volte il trattamento minimo: rivalutazione ridotta al 75%, quindi +1,05%
Facciamo un esempio pratico per chiarire meglio:
- Una pensione di 1.000 euro lordi al mese riceverà un aumento di 14 euro, passando a circa 1.014 euro
- Una pensione di 3.000 euro lordi aumenterà indicativamente di circa 31-34 euro a seconda della fascia
Perché l’aumento è importante?
Anche se parliamo di cifre modeste, questo adeguamento consente di contrastare gli effetti dell’inflazione. In altri termini, permette ai pensionati di non perdere potere d’acquisto rispetto all’anno precedente.
In un periodo in cui il costo della vita continua a salire, mantenere stabile il valore della pensione è fondamentale. Soprattutto per chi ha un assegno mensile vicino al minimo.
Ricapitolando: cosa devi ricordare
- Data valuta per accrediti: 1° gennaio 2026 (con disponibilità effettiva prevista il 2 gennaio)
- Ritiro in contanti: distribuito tra il 2 e l’8 gennaio 2026
- Rivalutazione prevista: +1,4% a seconda della fascia reddituale
Se sei pensionato o hai familiari che lo sono, queste informazioni sono preziose per pianificare al meglio le prime spese del nuovo anno. Tienile a mente, e controlla sempre il tuo cedolino INPS di gennaio per verificare l’importo aggiornato.












